È in corso al Castello di Novara l’interessante mostra di pittura “Paesaggi, da Migliara a Pellizza da Volpedo. L’esposizione comprende più di settanta opere, provenienti da collezioni pubbliche e private.
È interessante vedere come il paesaggio, dalla pianura, al lago, alla montagna, alla città venga visto in modo così unico e diverso dai vari artisti. Ogni dipinto esposto trasmette emozioni.

Il dipinto scelto per i volantini, “Mezzogiorno sulle Alpi”, di Giovanni Segantini, invita alla visita. Mi piace la figura della pastorella che accompagna le pecore al pascolo in una giornata soleggiata e si fa ombra sul viso con la mano, mentre cerca di mettere a fuoco qualcosa di lontano, forse un sogno che vorrebbe realizzare in quella solitudine. Ma anche questa ragazza, raffigurata da Giorgio Belloni nel 1889, certamente lavora e sogna, aiutata in questo da una natura incontaminata, in un prato in cui fiorisce abbondante il millefoglio,con i suoi capolini bianchi.

Ci sarebbe molto da scrivere su questa esposizione che mostra così bene l’evoluzione del paesaggio. Mi limito ad alcune riflessioni sui dipinti che più toccano le mie corde. Magari non sono i più noti, ma sono quelli che rappresentano ambienti che conosco meglio, come questa veduta dalle montagne verso il lago Maggiore di Ludovico Cavaleri, del 1898.

Un momento di riflessione anche per questa giovane donna dipinta da Emilio Gola nel 1896, vista di spalle ma di cui si intuisce lo sguardo perso nell’acqua dello stagno. Insegue un animaletto, o insegue i suoi pensieri? E saranno pensieri tristi, malinconici, o sereni? Una piccola pausa, prima di affrontare la salita che la riporta verso casa.

Ben diversa l’atmosfera di questo paesaggio dal titolo “Paesaggio nordico con montagne” dipinto dal pittore tedesco Julius Lange nel 1852. E’ un paesaggio fiabesco, impreziosito da un castello turrito, nascosto tra rocce scoscese.

Termino i miei appunti con questo dipinto del Delleani, pittore piemontese, di Pollone per la precisione, che raffigura il lago del Mucrone, luogo a me molto caro, con le sue nebbie, i suoi residui di nevai che perdurano anche nella bella stagione. E’ sempre bello raggiungerlo, dopo una non difficile camminata, e sostare sulle sue rive ammirando il paesaggio circostante.
