Lampascioni: delizia per gli occhi e per il palato

Oggi sono andata nel solito prato in cui una volta all’anno sono solita raccogliere la silene, delizia per il palato, ed ho riconosciuto un’altra pianta, anch’essa prelibata: il lampascione.

Un’infiorescenza dall’intenso colore violetto ha attirato la mia attenzione; era  piuttosto allungata, con diversi fiorellini già appassiti alla base ed altri ancora belli, sui quali spiccava il caratteristico ciuffo.

fiore di lampascione
La bella fioritura del lampascione

Più avanti ho trovato altre piantine con i germogli; alcuni li raccolgono per cucinarli, li chiamano asparagi selvatici; li ho assaggiati a casa di un amico e li ho trovati gustosi, con una punta di amarognolo che non disturba, anzi li rende particolari.

bocciolo di lampascione
Dal piccolo bulbo è spuntato il germoglio floreale

Ho scattato alcune foto e appena a casa ho controllato sui libri di botanica, così preziosi per me che non sono molto esperta. E tra foto e descrizioni, ho appurato essere proprio loro. Che peccato non avere in questo periodo molto tempo da dedicare alle illustrazioni botaniche, sarebbe così bello poter fare loro un ritratto… ma arriverà il momento, ne sono certa. Intanto mi sono limitata ad ammirarli.

Appartengono alla famiglia delle liliacee; le foglie, simili a quelle del giacinto, sottili e lucide, di un bel colore verde brillante, spiccano tra l’erba. Vengono chiamati anche cipollacci col fiocco o giacinti dal pennacchio; le loro infiorescenze, a parte il pennacchio, per il colore e la dimensione assomigliano a quelle dei muscari coltivati in giardino. Sono alti non più di venti centimetri, semplici nella loro eleganza. Crescono nei prati, vicino ai boschi.

Ma la loro ricchezza principale sta nel piccolo bulbo sotterraneo, chiaro, prezioso per palati raffinati. Qui al nord non sono molto apprezzati né diffusi, ma in Puglia vengono considerati un piccolo tesoro e vengono bolliti, stufati, conservati sott’olio. Io ho avuto la fortuna di assaggiarli nel Salento e li ho ritrovati qui in una gastronomia. E’ strano il loro sapore, con un retrogusto amaro che li rende particolari.

lampascioni sott'olio
Lampascioni, ottimi sott’olio!

Pur non essendo molto diffusi nel mio territorio, in questo prato, tra i terrazzamenti che un tempo ospitavano probabilmente un vigneto, ce ne sono diversi esemplari. Buona vita a loro, quindi, e alla loro possibilità di diffondersi.

Tra l’altro, nel prato la flora mi è sembrata impoverita rispetto agli anni precedenti; mancano alcune varietà che ero solita trovare in queste vallate, la stessa silene prima molto abbondante è più rara e magra; la siccità dell’anno scorso probabilmente ha fatto più danni di quanto si pensi. Magari la pioggia non ci piace tanto, ma è preziosa, molto preziosa, per noi e per l’ambiente!

Ho trovato nel web la riproduzione di un dipinto della Gallerani, che ho sempre ammirato come illustratrice fin dalle prime copertine di Gardenia. Spero di non ledere i diritti d’autore se la diffondo: rende molto l’eleganza della pianta.

cipollaccio dal fiocco
Illustrazione di Gabriella Gallerani

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